Suvarnabhumi.



 27 anni sono passati da quando per la prima volta ho messo piede in Thailandia e da allora ci sono tornato altre 3 volte e non fatico certo ad ammettere che di tutti i paesi che ho avuto l’opportunità di visitare è quello che maggiormente mi è rimasto nel cuore.

Sarà perché è stata la meta iniziale del primo vero viaggio che ho fatto assieme a mia moglie Daniela,  sarà perché quel paese offre bellezze naturali straordinarie ed una cultura talmente diversa dalla nostra che non manca mai di stupirmi,  oppure sarà perché laggiù mi sono sempre sentito tranquillo e rilassato come mai in altri luoghi diversi da casa.

La Thailandia, con i suoi odori, colori, sapori; La sua incomprensibile lingua, la sua dolce religione, le sue orchidee, i fiori di loto la frutta esotica; i tuk-tuk, le longtail boats, i motorini. La meravigliosa, piccantissima cucina e le sue innumerevoli contraddizioni che accostano i semplici modi di vivere del passato  ai futuristici sistemi di trasporto urbani. La Thailandia è un’esperienza unica e Bangkok una meta imperdibile. 

Silom Road, il cuore pilsante di Bangkok


Le vie della "Città degli Angeli" sono perennemente intasate dal traffico veicolare composto da sciami di motorini rombanti e mandrie di autovetture e autobus che avvelenano l’aria con le loro emissioni tossiche. A Bangkok, non solo le strade sono intasate; anche i marciapiedi sono una bolgia variopinta di gente a passeggio che fa lo slalom tra bancarelle di ogni tipo, tra tavolini dove si mangiano ad ogni ora del giorno cibi cucinati in carrettini attrezzati a ristorante, tra altra gente prostrata in preghiera di fronte a tempietti di ogni forma e dimensione situati ad ogni angolo di strada. 

Nonostante la frenesia, c'è chi trova il tempo di rilassarsi.


E non è finita qui: siccome il livello stradale era fin troppo congestionato, a Bangkok, hanno pensato di utilizzare anche il soprasuolo ovvero; come nei fumetti di fantascienza di qualche anno fa, a Bangkok hanno costruito una linea ferroviaria sopraelevata che percorre le vie del centro su enormi piloni di cemento alti una ventina di metri: lo Skytrain. 


Lo Skytrain (foto reperita in rete)


Ma Bangkok, nonostante le soluzioni futuristiche, è anche tradizione. Navigare per i mille tortuosi canali affluenti del Chao Phraya, è ancora oggi andare alla scoperta di una Bangkok più vera, una Bangkok fatta di catapecchie di legno e lamiera costruite su palafitte sbilenche, una Bangkok dove nugoli di ragazzini si divertono tuffandosi e nuotando nelle pigre e fangose acque  del grande fiume; una Bangkok dove aleggia nell’aria il penetrante odore dell’incenso bruciato in mille e mille altari votivi; una Bangkok dove il frastuono della città moderna, ancora non è arrivato.

I canali di Bangkok (foto reperita in rete)


Suvarnabhumi, per la maggior parte dei lettori indica il modernissimo aeroporto internazionale entrato in funzione una decina di anni fa. 

Suvarnabhumi International Airport


Fino a pochi giorni orsono, anche io ne ero convinto. Poi, sono andato all’EXPO Milano 2015 e nel padiglione della Thailandia, ho assistito ad un filmato che mi ha chiarito le cose; Suvarnabhumi è l’essenza della Thailandia, Suvarnabhumi significa “Terra dell’Oro”.

(tutte le foto tranne due sono di Graziano e Daniela Lenci)

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