Il paese che muore. (N 42° 37' 37"- E 12° 5' 28")


Civita è una frazione del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, nel Lazio, facente parte dei borghi più belli d'Italia, famosa per essere denominata "Il paese che muore".

Civita di Bagnoregio; Il paese che muore



Situata sulla cima di un colle tra le vallate formate dai torrenti Chiaro e Torbido, Civita è arroccata su uno sperone di roccia che sovrasta un’ampia conca increspata dai calanchi.

Il fenomeno erosivo dei Calanchi nella vallata attorno alla cittadina

Le più antiche tracce della presenza umana nell'area di Civita appartengono ad epoche molto remote; testimonianze più consistenti su base archeologica ci portano direttamente al periodo etrusco grazie alla necropoli ritrovata nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco Vecchio. Anche la cosiddetta grotta di San Bonaventura, dove si narra che S. Francesco guarì con un miracolo il piccolo Giovanni Fidanza (S. Bonaventura), sembra fosse una tomba a camera etrusca trasformata nel medioevo in capella per le orazioni. Dai pochi documenti reperiti risulta che Civita di Bagnoregio e Bagnoregio fossero due contrade di una stessa città che fino al XI sec.era denomineta Balneum Regis. La leggenda vuole che a darle questo nome sia stato Desiderio, re dei Longobardi (756-774 DC) che fu guarito da una grave malattia grazie alle sorgenti termali che sgorgavano nella città. Alla dominazione Longobarda  mise fine Carlo Magno nel 774, restituendo il territorio al Papa. Da questo momento,  Balneum Regis entra a far parte del dominio della Chiesa anche se durante il periodo feudale, la città, con il suo atteggiamento sempre ribelle, diventò un serio problema per il papato . La signoria feudale cessa intorno alla metà del XXII secolo quando Bagnoregio si costituisce libero comune. Tuttavia, come gli altri comuni italiani, vedrà la sua autonomia minacciata dalle mire dell'Impero. La città viene occupata nel 1186 dal figlio di Federico Barbarossa, EnricoIV, che puntava le sue mire contro la vicina Orvieto.I rapporti con Orvieto, caratterizzano l'intera storia medievale di Bagnoregio, ma presentano un carattere costantemente ambiguo, dove questioni irrisolte causano ostilità tra gli abitanti delle due città. E' inoltre fondamentale tener conto del controllo che i Monaldeschi di Orvieto tentavano di stabilire su Bagnoregio al fine di preservarla come presidio guelfo nel quadro degli scontri contro i ghibellini di Viterbo. Il controllo esercitato da questa casata, in effetti, ben presto si tramutò in effettivo dominio.
Il dominio dei Monaldeschi, quando gli abitanti di Civita esasperati dal malgoverno,  insorsero dando vita ad una violenta ribellione che portò alla distruzione del castello della Cervara, dal quale, i Monaldeschi avevano esercitato il loro potere per oltre un secolo. A ricordo di questi eventi furono murati, al di sopra dell'area della Porta di Santa Maria due leoni in pietra basaltica che trattengono teste umane tra le loro zampe a ricordo della vittoria del popolo.

Nell'ultimo decennio del XV sec. si rafforza il controllo della Chiesa sulla città: inizia il "governo dei cardinali" i quali esercitavano il potere a mezzo di luogotenenti. Questa stretta forma di controllo da parte della Chiesa costituisce un pesante freno alle libertà comunali, che videro la loro fine quando nel 1592 venne istituita la Congregazione del Buon Governo con lo scopo di esercitare una stretta sorveglianza su ogni attività dei comuni.
Il ruolo cardine svolto da Civita nelle vicende storiche territoriali inizia la sua parabola discendente dopo il terremoto del 1695, che provocando gravi danni alle strade e agli edifici, costrinse molti abitanti a lasciare la città.
Il susseguirsi di altri terremoti con conseguenti frane e smottamenti che rischiarono di far restare Civita completamente isolata, contribuì ad incrementare il trasferimento della popolazione altrove, fino ad un quasi totale abbandono.


 
Il borgo, oggi

 Oggi Civita è un luogo incantato, dove il tempo non sembra scorrere più.
Abitata da poche  decine di persone e situata in posizione isolata, è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965. Il suo isolamento é il risultato di una inarrestabile erosione che assottiglia progressivamente lo sperone tufaceo che poggia su un sottostante, instabile. strato argilloso. L' azione erosiva degli agenti atmosferici hanno modellato, nel tempo,  il paesaggio nella tipica formazione geologica dei calanchi (bacini delimitati da creste e pinnacoli creati dall' azione dilavante della pioggia sul terreno argilloso) fenomeno che,  continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, per questo Civita è chiamata anche  "il paese che muore".


La passerella in cemento armato che consente l'accesso all'antico borgo.


Prima che l’erosione ne limitasse gravemente l’accesso, all'antico abitato di Civita si accedeva attraverso  cinque porte aperte nella cinta muraria. Oggi,  la porta detta di Santa Maria o della Cava, costituisce l'unico accesso al paese. La struttura urbanistica dell'intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l'uso etrusco e poi romano, mentre l'intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale.

La chiesa di San Donato

Del periodo etrusco rimangono molte testimonianze: di particolare suggestione è il cosiddetto “Bucaione”, un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell'abitato, e che permette l'accesso, direttamente dal paese, alla Valle dei Calanchi. In passato erano inoltre visibili molte tombe a camera, scavate alla base della rupe di Civita e delle altre pareti di tufo limitrofe che purtroppo furono in gran parte danneggiate fino a sparire definiticamente, nei secoli, dalle innumerevoli frane. Del resto, già gli stessi Etruschi dovettero far fronte ai problemi di sismicità e di instabilità dell'area, che nel 280 a.C. si concretarono in scosse telluriche e smottamenti. All'arrivo dei romani, nel 265 a.C., furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane e di contenimento dei torrenti avviate dagli etruschi.

Come già accennato, il problema dell'erosione era già all'epoca degli Etruschi molto importante. Quindi misero in atto alcune opere che avevano il preciso scopo di proteggere Civita dai terremoti e dagli smottamenti, arginando fiumi e costruendo canali di scolo per il corretto deflusso delle acque piovane. I romani ripresero le opere dei loro predecessori, ma dopo di loro queste furono trascurate ed il territorio ebbe un rapido degrado che portò, infine, all'abbandono del centro abitato.

In epoche più recenti, le opere di contenimento dell’erosione e di consolidamento della rupe tufacea hanno consentito al paese di ripopolarsi anche se, oggi, più che un centro abitato Civita è un susseguirsi di negozietti e di ristoranti ad uso e consumo esclusivo delle migliaia di turisti che questo luogo magico immancabilmente attira.

Il paese che muore in on'opera di Werner Stadler

L’antico paese fa parte dell'associazione “I borghi più belli d'Italia”. Per la sua posizione geografica suggestiva e il suo impianto medievale è stato diverse volte utilizzato come set cinematografico. La cittadina ha ospitato le riprese iniziali dello sceneggiato Brasiliano Terra nostra con la partecipazione straordinaria di Massimo Ciavarro. Il film“I due colonnelli” (1962), con Totò protagonista, e lo sceneggiato televisivo Pinocchio di Alberto Sironi furono ambientati nel borgo di Civita.



Commenti

  1. La foto di civita con la nebbia è mia e non ne ho autorizzato la publicazione: prendere foto dal web senza permesso e togliere la firma è reato, aspetto vostre spiegazioni

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    1. io mi sono limitato ad acquistare una cartolina ed a inserirla nel post. non ho tolto alcuna firma e non credo che la foto sia sua.

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    2. Leggo ora la sua risposta e le confermo che la foto è la mia, ho già fatto denuncia alla polizia postale e se vuole vedere l'originale glie lo mostro poi lei si comporti come crede, l'originale lo può vedere sulla mia pagina https://500px.com/photo/54635312/civita-di-bagnoregio-italy-the-dying-city-by-giuseppe-scaramucci?ctx_page=4&from=user&user_id=3168833

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  2. Inoltre a conferma del danno che ho subito le allego anche una mail

    Congratulations, Civita di Bagnoregio (italy) the dying city is being considered for the Bing Homepage!

    To finalize the submission, Bing requires additional information about you to include on their site:
    A watermark-free JPEG/JPG photo file at minimum 2000px wide
    A description containing interesting details about the chosen Photo, including where the photo was taken and who/what is the subject.
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  3. Soddisfatto adesso? anche se ancora non credo a quello che dici preferisco sostituire la foto che perdermi in inutili polemiche.

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