Giordania: Petra

Chissà cosa provò il viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt quando, nel 1812, scoprì Petra, città di pietra rimasta nell’ombra per secoli. Questa meraviglia nel cuore della Giordania è oggi patrimonio dell’umanità. Era l‘antica città dei Nabatei, tribù nomade migrata dall’Arabia in Giordania nel VI secolo a.C., costruita da un popolo di commercianti, architetti e ingegneri come crocevia per controllare le rotte commerciali di incenso, mirra, spezie tra Oriente e Occidente. Il loro regno durò 500 anni, protetto dalle montagne, inespugnabile, grazie ai pochi accessi alla capitale, fino alla conquista dei Romani

Dalla scoperta di Burckhardt, Petra è diventata uno dei siti archeologici più visitati al mondo. Per i colori delle rocce (rosa, rosso, giallo, viola e nero sfumano uno nell’altro creando un inebriante gioco cromatico) e per le architetture rupestri. Anche per questo, una sola visita non basta. L’arrivo, è già emozione pura: si percorre una stretta gola nel deserto per entrare nel Siq, il canyon di arenaria lungo un chilometro e mezzo, accesso segreto alla città. Camminando fra pareti alte fino a 200 metri che sembrano sfiorarsi si ha una sensazione di smarrimento e poi di stupore: alla vista ecco terme, teatri, monasteri, strade colonnate, tombe reali e sale funerarie. Sono circa un migliaio i monumenti conosciuti, tutti scavati nella roccia.

Petra si trova a circa 250 km a sud della capitale Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba del mar Rosso, a un'altezza tra 800 e 1396 metri s.l.m., (l'area urbana si situa intorno ai 900 m) nella regione montagnosa di Edom a est del Wadi Araba.

Le numerose facciate intagliate nella roccia, riferibili per la massima parte a sepolcri, ne fanno un monumento unico. Anche la zona circostante è dal 1993 parco nazionale archeologico. Nel 2007, inoltre, Petra è stata dichiarata una delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno.
La posizione e la disponibilità di acqua ne fecero un luogo propizio allo sviluppo e alla prosperità di una città.

Dopo averla conosciuta in innumerevoli foto, documentari e films, arrivare lì e vederla dal vero, ha scatenato in me un’emozione indescrivibile. Dopo aver camminato a lungo tra le strette pareti del Siq, l’apparire del tesoro (Al Kasneh) è veramente un sogno.  

Un sogno che fa dimenticare il caldo terrificante, la polvere e la lunga camminata. Un sogno che ripaga da solo tutto il viaggio nonostante che in questo piccolo paese circondato da nazioni che definire “polveriere” è riduttivo  (la Giordania confina con Israele, Siria, Arabia Saudita, Egitto e Iraq…….) le cose da vedere siano veramente tante. Per questo motivo, La Giordania sarà oggetto di molti altri post che pubblicherò più avanti.
 

(Tutte le foto sono di Graziano e Daniela Lenci)

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