Aïn el Ati: Il geyser freddo di Erfoud. (31.26.12 N - 04.14.04 E)






Aïn el Ati è una strana sorgente situata lungo la riva destra del Wadi Ziz a 25 km a nord di Erfoud, Marocco,  lungo la RN13.

Il "geyser freddo"di Erfoud


La zona in cui la sorgente sgorga, è caratterizzata da una marcata siccità dovuta alla intensa evaporazione, alla scarsità di corsi d'acqua e al consumo dovuto all'intenso sviluppo agricolo. 

La brulla campagna circostante


Per cercare una soluzione che alleviasse i disagi degli abitanti del Bassin del Tafilatet, bacino che comprende i villaggi di Erfoud, Rissani, Errachidia ed altri minori, nel 1987 Hassan II, Re del Marcocco, diede il via ad un progetto di ricerca di sorgenti idriche mediante l'intercettazione delle falde sotterranee ad opera di pozzi artesiani.

ad Aïn el Ati, la trivella azionata da un motore diesel si imbattè, ad una profondità di poche decine di metri, in una saccatura idrica sottoposta a forte pressione da gas di anidride carbonica contenuti nel liquido stesso. Appena la trivella ebbe perforato il suolo compatto, dal pozzo esplose letteralmente un getto d'acqua di una notevole potenza che formò un pennacchio alto diversi metri.



L'impresa sembrava quindi un successo;  L'acqua era fredda e frizzante, il flusso della sorgente era stabile e la portata piuttosto importante e quindi, la sorgente sembrava essere adatta allo scopo per cui era destinata.





L'acqua sorgiva che si perde nella campagna


Ma, ad un successivo esame, l'acqua della sorgente risultò essere talmente carica di minerali e di sali da essere assolutamente inutilizzabile sia come acqua potabile che come acqua da irrigazione e quindi, il progetto fu abbandonato.



Da allora, la sorgente è diventata un'attrazione turistica, una delle poche della zona, estremamente selvaggia e i tutti i turisti che percorrono la Route Nationale 13 non mancano di fare una sosta per ammirare questa curiosa sorgente che ormai da 30 anni continua incessantemente a spruzzare acqua sull'arida campagna circostante.

I curiosi attratti dal pennacchio idrico


 (tutte le foto sono di Graziano e Daniela Lenci)

Un ringraziamento speciale va alla nostra guida Ibrahim della "Sahara Dream Tours" che mi ha fornito le notizie relative alla sorgente.

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